Le inondazioni che in agosto hanno colpito il Pakistan hanno distrutto o danneggiato 1,9 milioni di case e almeno sette milioni di persone sono ancora senza un tetto. Centinaia di migliaia di sfollati sono costretti a restare nei campi per tutto l'inverno. È il peggior disastro a memoria d'uomo nel paese che ha coinvolto circa 20 milioni di persone. Abitazioni distrutte, perdita di raccolti e capi di bestiame, vie di comunicazione interrotte e rischio epidemie per la mancanza di acqua potabile e le difficili condizioni igienico-sanitarie.
(Aggiornamento novembre 2010 – pdf)
«Abbiamo allestito varie tendopoli, sia nella parte meridionale del Punjab sia nella provincia del Balochistan. Adesso la priorità è dare risposte veloci, per far fronte ai disagi ulteriori dell'inverno» ha dichiarato la direttrice di Caritas Pakistan, Anila J. Gill.
Caritas Pakistan, con il sostegno delle altre Caritas, tra cui anche Caritas Italiana, ha infatti avviato un piano di aiuti a beneficio di 360.000 persone per sei mesi, con un costo pari a 10,6 milioni di euro. L'intervento prevede la distribuzione di cibo, tende, medicinali, oltre che assistenza sanitaria in 22 campi e infrastrutturale.
Sin dall'inizio di questa emergenza la Conferenza Episcopale Italiana si è attivata stanziando un milione di euro e invitando le comunità ecclesiali alla preghiera e al sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas Italiana. Video
Caritas Italiana ha prontamente lanciato un appello e sta concentrando gli aiuti su 4.795 famiglie, circa 30.000 persone, in cinque diocesi colpite (Multan, Quetta, Faisalabad, Rawalpindi/Islamabad e Hyderabad), alle quali vengono distribuiti tende, cibo, articoli non alimentari di prima necessità e viene garantita assistenza sanitaria e medica.
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