Promosso dal Tavolo Giustizia e Solidarietà con l'Ufficio Diocesano per la vita sociale e il lavoro

“Il cambiamento dipende da noi”. Al Quadrivium il 31 Maggio

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Martedì 31 Maggio (ore 17,30, Sala Quadrivium) il Tavolo Giustizia e Solidarietà Genova e l’Ufficio per la vita sociale e il lavoro della Diocesi di Genova promuovono l’incontro “Il cambiamento dipende da noi: trasformazione e conversione ecologica in un percorso sinodale”.

Partecipa il presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, economista e componente del comitato scientifico organizzativo delle Settimane Sociali dei Cattolici italiani.

È un appuntamento prezioso, che ci permetterà di non smarrire – come spesso capita – la memoria dei passi fatti fino a qui (i grandi orizzonti della Settimana Sociale di Taranto dello scorso Ottobre 2021) e di collegarli a quelli che stiamo facendo nel Cammino sinodale della Chiesa, sullo sfondo della Laudato si’ di papa Francesco e degli Obiettivi ONU dell’Agenda 2030. Come sempre, infatti, “tutto è in relazione” e sta a noi non smarrire la visione globale dei problemi e delle risorse. 


“Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale” (Laudato si’, 14).

Sono passati 7 anni da quando papa Francesco ci ha donato questa esortazione, una fra molte, contenuta in quel bellissimo “manuale” di comportamento che è l’enciclica Laudato Si’, al cui approfondimento ogni anno il Dicastero Vaticano per lo Sviluppo Umano Integrale dedica una intera settimana di iniziative nel mondo, che cade proprio in questi giorni, dal 22 al 29 Maggio.

Questa enciclica, infatti, dovrebbe guidare noi cristiani (meglio, tutti noi uomini e donne) nel cammino di conversione ecologica globale che la situazione della nostra casa comune ci obbliga ad attuare. Abbiamo seguito le Sue indicazioni? In questi 7 anni siamo stati capaci di attuare, almeno in parte, il nostro cambiamento epocale? Vedendo le cose in modo pessimistico ci verrebbe spontaneo dire: “NO”! Abbiamo infatti, come singoli e come Istituzioni, spesso disatteso molte delle indicazioni che ci erano offerte sia dalla Laudato si’ che dall’Agenda 2030 ONU, praticamente contemporanee e con contenuti ed obiettivi assolutamente “vicini”. 

Dobbiamo però ammettere che, almeno per quanto riguarda la sensibilità verso i problemi socio-ambientali, di strada ne è stata fatta. Infatti a tutti i livelli oggi vediamo che si è presa coscienza, almeno in teoria, di quanto stringente sia la necessità di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere, certamente dal punto di vista ambientale ma anche, se non soprattutto, dal punto di vista sociale, facendo nostre le convinzioni di papa Francesco: “nessuno si salva da solo”, “nessuno deve rimanere indietro”!

Certo che tra il dire ed il fare… Siamo infatti ancora molto indietro, purtroppo, nell’attuazione pratica e quotidiana di quelle che sono le regole e le attività che occorre mettere in atto per far si’ che il nostro mondo (nostro, ma solo in prestito) e tutte le persone che lo abitano abbiano la speranza di poter vivere e far vivere alle generazioni future una vita piena e dignitosa, in un ambiente sano e rispettato dall’uomo. È inutile qui elencare dati, numeri, tabelle, che ci indicherebbero quanto siamo “indietro” rispetto ai gol previsti dall’Agenda 2030 ONU o rispetto alle esortazioni proposteci da papa Francesco. Ci sembra però importante sottolineare come le terribili prove che in questi anni l’uomo e la terra hanno dovuto e devono anche oggi sopportare e combattere (pandemia, guerre, crisi economiche) devono spingerci ed insegnarci ad intraprendere al piu’ presto la conversione globale che, sola, ci potrebbe garantire un futuro degno di essere vissuto. 

Abbiamo oggi altri “strumenti” che potrebbero aiutarci a fare ciò? Sì! Un importantissimo aiuto che ci viene dal nostro pontefice è la chiamata al Sinodo che ci è stato chiesto di fare nostra. Il papa infatti ci esorta a confrontarci, a tutti i livelli, creando quelle reti di relazioni, sia tra noi cristiani che tra cristiani e non cristiani, che sole potranno darci la forza e le idee giuste per raggiungere gli obiettivi, difficili ma assolutamente minimi e necessari, che ben conosciamo.

Il Tavolo Giustizia e Solidarietà da anni cerca, con numerose e varie attività, di creare e stimolare quel clima di fraternità e collaborazione che potrebbe farci superare ostacoli, spesso percepiti come insormontabili, sia dal punto di vista ambientale che sociale e delle relazioni umane.

L’incontro del 31 Maggio con Giuseppe Notarstefano ci proporrà un possibile “cammino sinodale” come aiuto alla nostra conversione ecologica globale ormai indifferibile.