Cronache dal sisma. Qualcosa inizia a muoversi!

 

Ecco l'ultima cronaca di Matteo Lanza dai territori marchigiani colpiti dal sisma. Dopo otto mesi di permanenza tra le comunità coinvolte, a fine luglio Matteo - e con lui la Delegazione Regionale delle Caritas Liguri che lo ha inviato - passa il testimone ad Alessandra, della Delegazione Caritas dell'Emilia Romagna.

di Matteo Lanza

Dopo il periodo pasquale, la situazione nelle Marche ha iniziato a muoversi, purtroppo però non solo in maniera positiva... Il problema più grosso è stato causato dallo spostamento delle persone dalle varie strutture ricettive della costa ad altre più interne, che ha determinato nuove divisioni delle comunità e ulteriori disagi ai singoli e alle famiglie che, in questo modo, devono reinventarsi le relazioni con chi troveranno nei nuovi luoghi di permanenza e ripensare alla gestione quotidiana della famiglia stessa. Inoltre alcuni sfollati, per evitare i continui spostamenti programmati dalla Regione e dalla Protezione Civile locale, hanno cercato nei territori più vicini al comune di provenienza abitazioni in Autonoma Sistemazione, causando, in alcuni casi, l’aumento esponenziale degli abitanti e creando, soprattutto nei comuni più piccoli, problemi anche a livello gestionale delle risorse comunali, quali l’energia elettrica o la viabilità, ma nello stesso tempo rivitalizzando le comunità che, a causa del sisma, si erano un po’ assopite. 


In accordo con il Nucleo Operativo Emergenze di Caritas Marche, abbiamo affiancato la Caritas della Diocesi di Macerata per cercare di far crescere la consapevolezza sull’aumento della popolazione a causa dell’afflusso degli sfollati della costa. In contemporanea abbiamo aiutato l’équipe diocesana nella formazione di nuovi volontari che dovranno tenere i contatti con gli sfollati della loro diocesi, prevalentemente nei comuni di Macerata e Tolentino, con la consapevolezza che non sarà semplice creare un rapporto con quelle persone che, per un anno, non hanno più avuto contatti con la Diocesi.

Per dare maggiore visibilità sul territorio della Diocesi di Macerata, abbiamo partecipato al Convegno Pastorale Diocesano sulla chiusura dell’anno pastorale della carità, nel quale ho portato la nostra testimonianza sull’importanza dello stare sul territorio e non fare mai mancare l’appoggio morale e pastorale alle persone che sono state sfollate seppure all’interno del territorio diocesano, ma che hanno comunque subito uno sradicamento.

Oltre al lavoro sul territorio marchigiano, ho tenuto anche un incontro a Genova con i ragazzi del "Campobase Don Piero Tubino" dell’Area Giovani e Servizio Civile di Caritas Genova, nel quale ho raccontato con supporto di dati reali la situazione attuale dei luoghi in cui sto lavorando. La serata è stata un piacevole confronto con i ragazzi che sono intervenuti con molte domande ed è stato per me significativo poter coinvolgere anche la mia famiglia che ha potuto portare la sua esperienza di appoggio a distanza.

Le notizie positive includono anche l’arrivo nella Diocesi di Camerino dell’operatrice della Delegazione Caritas dell'Emilia Romagna, Alessandra Chiussi, che rimarrà sul territorio per almeno 6 mesi e che potrà così dare continuità al lavoro di vicinanza delle Caritas gemellate che abbiamo iniziato come Delegazione ligure ed emiliana circa 8 mesi fa.

Con difficoltà si sta muovendo qualcosa anche dal punto di vista abitativo, visto che in molti comuni sono ben avviati i lavori per le SAE - Soluzioni Abitative in Emergenza, le famose casette di legno. Per molte comunità non è stato semplice trovare le aree su cui poter installare i villaggi provvisori; in alcuni comuni, addirittura, si sono dovute sbancare intere colline per poter dare il via ai lavori di urbanizzazione delle aree stesse per la messa in servizio delle casette.

I dati più eclatanti riguardano il comune di Visso, circa 1100 abitanti di cui 950 sfollati, e il comune di Castel Sant’Angelo sul Nera, 250 abitanti, tutti sfollati: quasi la totalità delle persone sfollate sulla costa ha fatto richiesta per le SAE per poter tornare il prima possibile nel proprio paese di origine.

Insomma qualcosa si sta muovendo e finalmente non è solo la terra!!! Parlando con diversi amministratori pubblici ci viene detto che sembra che una buona parte delle persone potrà tornare nei diversi paesi entro settembre o ottobre, in particolar modo si cercherà di dare priorità alle famiglie con figli piccoli, di modo che i ragazzi possano rientrare nelle proprie scuole.

Inoltre si è conclusa l’azione di mappatura sul territorio della Diocesi di Camerino - San Severino Marche, con la fine degli incontri con i vari parroci, gli amministratori comunali e le associazioni parrocchiali e laicali e con l’incontro di restituzione dei dati, il 2 Luglio, presso l’ex Seminario Arcivescovile, alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Francesco Giovanni Brugnaro, dei membri del Consiglio Pastorale Diocesano, di tutti i sacerdoti diocesani, dei responsabili vicariali della Caritas e dei rappresentanti delle Associazioni e Movimenti della Diocesi.

Continua la progettazione per il territorio della Diocesi camerte con la conclusione di alcuni progetti, l’arrivo di sovvenzioni da parte di parrocchie o privati del nord Italia e con la bellissima esperienza della consegna simbolica del contributo da parte dei “finanziatori” direttamente sul territorio: in questo modo, arrivando sui luoghi colpiti dal sisma, i finanziatori non solo si rendono conto della situazione reale ma hanno così modo di avere un contatto diretto sia con chi usufruisce del finanziamento, sia con la comunità che lo circonda.

Un’altra bellissima esperienza è stata quella della partecipazione attiva da parte di Alessandra della Caritas di Reggio Emilia, Silvia della Caritas di Fermo, Sonia del NOE e mia, alla realizzazione di alcuni tappeti durante l’infiorata in occasione del Corpus Domini a Montefiore dell’Aso, dove abbiamo potuto portare la nostra esperienza con gli sfollati e la nostra vicinanza alle comunità colpite dal sisma.

Ora iniziano gli ultimi impegnativi giorni, con campi estivi da seguire e le ultime cose da sistemare prima della partenza e passare le consegne ad Alessandra della delegazione Emilia Romagna. Quello che rimarrà sempre sarà l’esperienza sul campo, i rapporti non solo lavorativi con i colleghi del NOE, delle diocesi di Camerino, Fermo e Macerata. Soprattutto, rimarrà l’affetto con il quale sono stato accolto dalle diverse comunità, in particolare quella di Visso, e dalle singole persone che avranno sempre un posto speciale nel mio cuore e con le quali, ne sono certo, continuerà un rapporto a distanza e, spero, diversi incontri nel loro bellissimo territorio che non scorderò mai.

 

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